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La Milonga del Sabato

Tango Firenze organizza la propria milonga il sabato sera.

Nel periodo invernale balliamo due o tre sabati al mese, tranne periodi particolari, come quello natalizio, in cui si balla anche piú spesso.

Il nostro salone ha un ottimo pavimento in parquet e la disposizione dei tavoli permette di muoversi in sala senza disturbare chi é in pista.

D'estate ci spostiamo sulla splendida terrazza panoramica adiacente il salone e balliamo ogni sabato sera da inizio giugno a fine agosto.

La milonga come il Sistema Solare

Da un viejo milonguero, una lezione universale
di Donatella Pezzoli

«La sala è come il Sistema Solare», insegna il viejo milonguero.

Ogni pianeta (la coppia) gira intorno a se stesso e intorno al sole (la ronda), secondo lo scandire del tempo (la musica). Gran parte del piacere del tango è questo, far parte di un organismo composto di persone che si muovono, respirano, si fermano e ripartono; qualche volta all’unisono, più spesso con interpretazioni personalizzate.

Impensabile che Mercurio sbatta contro Marte o che la Terra decida di cambiare direzione, saltellando qua e là nella galassia, per mostrare la leggiadria delle sue evoluzioni aeree. Ogni pianeta ha la sua orbita, un corridoio ideale dove sviluppare il proprio movimento, nel rispetto degli altri corpi celesti e del sistema planetario.

«Così dovrebbero funzionare le cose», ammonisce il viejo milonguero, mentre la milonga lentamente si affolla.

L’esempio può sembrarvi assurdo, un tantino cosmico e pretenzioso, ma sarete senz’altro d’accordo che seguire alcune semplici regole è funzionale al divertimento almeno quanto la buona musica e la bella gente. A nessuno piace essere strattonato, pestato o peggio infilzato da un tacco assassino, tanto meno in un momento di creatività artistica e l’uso dei corridoi esterni, ad esempio, può contribuire a evitare spiacevoli collisioni. Il vado-non-vado al bordo pista forse farà guadagnare l’uscita al temerario slalomista, ma avrà certamente alterato l’atmosfera del ballo.

«In sala per milonguear». Possibilmente con un’illuminazione sufficiente a potersi invitare con gli occhi, e senza l’ingombro di zaini, soprabiti e soprattutto di scarpe che saranno lasciate nel guardaroba, in compagnia dei loro inevitabili effluvi.

Poi il viejo milonguero si alza; non visto, aveva intercettato lo sguardo di una mujer. La musica attacca. Si abbracciano, mentre noi rimaniamo a riflettere sull’Universo.